«La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.»
Una Milano che è insieme ritratto della metropoli e simbolo della babele d’ogni tempo. Su questo sfondo si muove il protagonista di Un amore: un uomo inconsapevole di aver atteso troppo, che è rimasto nell’intimo un giovane e crede che il sentimento possa compiere miracoli. E così il professionista maturo si innamora perdutamente di una donna giovanissima, ma già carica della cinica spregiudicatezza e della stanchezza morale di un’epoca. Unico romanzo erotico di Buzzati, Un amore continua l’indagine nelle inquietudini dell’uomo contemporaneo descrivendo la parabola di un amore vero, di esemplare limpidezza, destinato a smarrirsi nella menzogna come in un labirinto.

Dino Buzzati è scrittore, giornalista, disegnatore e pittore, redattore e inviato del «Corriere della sera». Si definiva «un pittore prestato alla scrittura», affermava che «dipingere non è un hobby, ma il mestiere, semmai l’hobby è scrivere». La famiglia, di origini bellunesi, apparteneva all’alta borghesia ed aveva una ricca tradizione culturale. Il padre, Giulio Cesare, era professore di diritto internazionale all’università di Pavia; la madre, Alba, era sorella dello scrittore Dino Mantovani, che si conquistò una certa fama nel secondo Ottocento.
Terminati gli studi liceali al Parini di Milano, Buzzati si laurea in giurisprudenza. D’estate e quando possibile, tra il Pelino e la Civetta, esplora ogni picco; le montagne dolomitiche fanno anche da sfondo al servizio di leva svolto come allievo ufficiale. Congedato, presenta domanda di assunzione come cronista al Corriere della sera. Entra al giornale il 9 luglio 1928. Poco ambizioso, metodico e puntuale, si occupa scrupolosamente di cronaca nera e gira per la città sostando immancabilmente in questura. Solo i primi successi letterari gli varranno come carte di credito per salire di grado nel quotidiano milanese. E lo scrittore dirà, convintissimo: “L’optimum del giornalista coincide con l’optimum della letteratura”.
Nel frattempo Buzzati inizia a scrivere racconti e matura l’idea di un romanzo che sarà Il deserto dei Tartari. Termina l’opera nel 1939 e Leo Longanesi la inserisce nella collana da lui curata per Rizzoli. La storia fantastica di Giovanni Drogo vede la luce presso l’editore milanese nel 1940. Corrispondente di guerra, iscritto al partito fascista, ma apolitico, dopo la guerra ottiene l’incarico di redattore capo della Domenica del Corriere. Nel 1945 pubblica La famosa invasione degli orsi in Sicilia e, in collaborazione con G. Ramazzotti Il libro delle pipe. Del 1949 Paura alla Scala, del 1950 In quel preciso momento, che ottiene nel 1951 il premio Gargano. Nel 1958 la raccolta antologica dei Sessanta racconti che si aggiudica il Premio Strega.
Altri consigliati:
- Il deserto dei tartari (1929)
- Sessanta racconti (1958)





