«Se resti qui, non arriverai vivo a primavera. Se vieni con me, ti insegnerò a volare.»
Walt è un ragazzino senza futuro nell’America degli anni Venti. È orfano, vive nelle strade di St. Louis, ma possiede un dono naturale e Master Yehudi, un personaggio misterioso, gli promette di insegnargli a volare. Inizia così l’avventura di Walt, il bambino prodigio destinato a diventare la star di uno spettacolo ambulante che lo porta ad attraversare la storia di mezzo secolo americano tra incursioni del Ku Klux Klan, storie di gangster, giocatori di baseball e vite bruciate. Finché un giorno smette di essere un fenomeno. E comprende che importante non è solo volare, ma anche capire quando si deve tornare a terra e vivere con dignità la vita di ogni uomo, del più anonimo e banale degli uomini.

Paul Auster è stato uno scrittore, sceneggiatore e regista statunitense. Nato da genitori ebrei originari dell’Europa orientale (il nonno paterno era emigrato nel 1901 dalla città ucraina Ivano-Frankivsk), dopo aver studiato alla Columbia University, nel 1970 si era spostato a Parigi dove aveva lavorato come traduttore fino al ritorno a New York nel 1974.
L’esordio come scrittore era avvenuto – dopo diversi insuccessi e il divorzio dalla prima moglie, la scrittrice Lydia Davis – con poesie, racconti e articoli pubblicati sulla “New York Review of Books” e sulla “Harper’s Saturday Review”.
La sua opera più famosa, subito accolta favorevolmente dalla critica, è la Trilogia di New York (composta dai romanzi Città di vetro, 1985; Spettri, 1986; La stanza chiusa, 1987), che ribalta completamente il genere della detective story.
Seguirono i romanzi Il paese delle ultime cose (1988), Il palazzo della luna (1989), La musica del caso (1991, dal quale Philip Haas trasse un film nel 1993), Leviatano (1992), Mr. Vertigo (1994) e Timbuctù (1998).
Raccolte di racconti sono Il taccuino rosso (1995) ed Esperimento di verità (2001).
Auster ha firmato con Wayne Wang la regia di Smoke (1995) e di Blue in the Face (1995), dei quali aveva scritto anche la sceneggiatura; nel 1998 ha diretto Lulu on the Bridge, interpretato da Willem Dafoe e Harvey Keitel, dove appare la figlia Sophie.
Ricordiamo poi Viaggi nello scriptorium e Uomo nel buio (2008), La vita interiore di Martin Frost, Invisibile (2009), Sunset Park (2010), Diario d’inverno (2012), Notizie dall’interno (2013), Follie di Brooklyn (2014), 4321 (2017), Una vita in parole (2019), 4 3 2 1 (2019) e Baumgartner (2023). In Italia le sue opere sono pubblicate da Einaudi.
Nel 2024 esce postumo, Una nazione bagnata di sangue.
Paul Auster è morto nel 2024 dopo una lunga malattia e faticose terapie per il cancro. «Vivere con qualcuno che ha il cancro e viene bombardato con la chemioterapia e l’immunoterapia è un’avventura di vicinanza e separazione» aveva scritto la moglie Siri Hustvedt – scrittrice e studiosa di psicoanalisi, con la quale viveva a Brooklyn dal 1981 -, su Instagram annunciando ai lettori e al mondo la malattia del marito.
Altri consigliati:
- Trilogia di New York (The New York Trilogy, 1987)
- Nel paese delle ultime cose (In the Country of Last Things, 1987)
- Sunset Park (Sunset Park, 2010)
- 4 3 2 1 (4 3 2 1, 2017)





