Non sarai sola, mai

Una scena del film Non sarai sola

Non sarai sola si apre con una bambina senza voce, rubata da una vecchia strega, e un patto sigillato col sangue. La bambina verrà poi rinchiusa in una grotta fino al compimento dei suoi sedici anni. Questo incipit colpisce immediatamente con straordinarie immagini e sublimi atmosfere. I colori del bosco, l’apparizione della strega, la grotta della prima parte del film, danno in breve tempo conferma della qualità dell’opera.

Una scena del film Non sarai sola

TITOLO: Non sarai sola

TITOLO ORIGINALE: You Won’t Be Alone

ANNO: 2022

REGISTA: Goran Stolevski

DURATA: 108 min

PAESE DI PRODUZIONE: Australia, Regno Unito, Serbia

Tutte le immagini colpiscono nonostante la semplicità della messa in scena e la povertà inevitabile degli ambienti (siamo nella Macedonia rurale del 19º secolo). Come detto la nostra protagonista non può più parlare, ma ci sono delle voci pensiero che si fanno messaggere di un’interiorità che non può darsi voce in altro modo. E resta in ascolto, aperta al mondo quando ancora è rinchiusa, isolata da ciò che c’è fuori. “Ma le loro voci tornano in continuazione invece la mia voce, quella non c’è più e non tornerà mai.

Lei una mutaforma, un essere cangiante. Assimila (letteralmente nel proprio corpo) la carne di altri per trasformarsi. Indossa la loro pelle e comincia anche a sentire diversamente. Il diverso che si veste di cadaveri. La nostra protagonista si fa donna, si fa animale, si fa uomo, si fa bambina, fa esperienza di tanti stati esistenziali. “Ormai ogni giorno sento ora scorrere dentro di me nuovi fiumi. Ogni me trascorsa…” La verità del sentire pone un inevitabile quesito: Basta sentire per essere?

Non sarai sola vive la vita di altri. E la sua strega vive più esistenze con gli occhi di chi ogni volta è come fosse la prima (non avendo lei mai vissuto davvero fino alla trasformazione in strega). Ma si interroga fin dall’inizio. “E io…sono il diavolo?

È poetico ma non retorico, profondo ma non pedante. Quelle leggende raccontate dal film, nel contesto in cui sono calate, diventano reali. Sono forze naturali che vanno oltre l’uomo. Ed è proprio la natura, e il contatto intimo con essa, ad essere un’altra grande protagonista di Non sarai sola. Molto spesso è al centro della scena. Persino i dialoghi, scarni e centellinati, rafforzano questo concetto di ruralità, la parola diventa quasi un elemento naturale, scuotendo uno dei primi artifici dell’uomo.

Ed è anche un film sulle donne, pieno di femmineo. L’uomo è marginale. Quasi sempre prevaricatore e bruto. “L’uomo vuole vedere le lacrime della donna.” o ancora: “Quando l’uomo è con te, tu non sei una donna…» E col chiudersi del film quella voce interiore di lei si fa sempre più lucida, consapevole, ricca. Così come l’amore, il dolore è più nitido, intenso, lancinante. Tante vite su cui il film cala il sipario. Ne sentiamo tutto il peso.

«Eppure…Eppure…»

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